Come utilizzare le chiocciole " @"

Suggerisco di cliccare con il tasto destro del mouse sulla chiocciola di vostra scelta e nel menù che vi apparirà scegliere "apri link in un' altra scheda" o un messaggio simile. In questo modo se al link è collegato una pagina youtube con musica potete semplicemente ascoltare continuando la vostra lettura

TROVATUTTOSUBITO

Ricerca personalizzata

lunedì 15 settembre 2008

I Don't Know, I Cannot Do It! 1

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Aeroporto di Los Angeles, estate 1995.

Con lo zaino pesissimo e una borsa alla mano ero al banco del check in arrabbiatiatissimo. Potrebbe sembrare una scena inconsueta per chi mi conosce e infatti era normalissima, perchè io sorridevo alla gentile signorina che mi aveva spiegato che per cambiare data al mio biglietto open aveva bisogno di diversi dollarini, che io non avevo. Ero arrabbiato con me, ma perchè mi dovevo ridurre sempre con pochi soldi e fare queste figure....e ora?? I pensieri frullavano, ero all' opera.
E ora ci si mette a fare l' elemosina all' aeroporto, in una settimana riesco a racimolare quegli 80 dollari per il cambio data. Oppure posso ritornare all' ostello e chiedere lavoro come acchiappaclienti proprio all' aeroporto. Anzi, chiamo a casa e mi faccio spedire i soldi. Ma come mangio in questi 5/6 prima che arrivi il malloppo? Me li faccio prestare da quelli dell' ostello. Se solo potessi lavorare, ma qui senza carta verde è pericoloso. Domande inutili, Ora è chiaro, io che ero sempre in cerca di avventura, mi ero ritrovato nel mezzo di una simaptica situazione. Insomma, ritornai all' ostello e il propretario dopo che capii la situazione mi dette proprio lavoro come acchiappaclienti. In paratica uno era in grado di pagarsi l' ostello al primo cliente e poi un tot di dollari per glitri seguenti. Ma che casino, il mio inglese non era perfetto, e poi lì c'erano i professionisti, sia degli ostelli concorrenti che gli altri 2 colleghi ....dopo il primo giorno abbandonai. Nel frattempo avevo già dato le coordinate bancarie a paparino. Gli avevo lasciato dei soldi, dicendogli che me li avrebbe spediti se avessi avuto bisogno. Detto fatto. Oramai ero convinto che avrei dovuto aspettare i soldi, e andarmene presto. Ma non era quello il mio destino, in Venice Beach ci sarei dovuto stare un' altro mese a.... lavorare!

Coming soon!! I don't know, I cannot do it 2

Roberto

giovedì 11 settembre 2008

Non mancate al post "I don't know i cannot do" !!

Queste 2 semplice frasi mi hanno cambiato e all' epoca furono 2 belle tirate d' orecchie.

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devo andare a preparare da mangiare ma non posso fare a meno di ascoltare questo preludio di Bach interpretato da GG. @ Ma che bella....e se ce la fate a trovarla ascoltate tutta la suite. La Giga e la Bourre sono le mie preferite. Ma anche questa che sapevo suonare è bellissima @
Roberto

Peacherine Rag's Day

Posso affermare che da questa lettera sono nati i semi di questo blog. Soprattutto un complimento di una liceale " ma Roberto, come scrivi bene" mi fece scattare l' idea. Beh, vedendo quel che scrivo, ho i miei dubbi sulle capacità, quanti errori ci sono io non lo sò, sò che ci sono. Poi successe che un' altra persona, in un momento di bisogno, si mettesse ad ascoltarmi e finimmo che gli feci provare effettivamente l' energia universale ( Prana, Chi o Ki, Spirito Santo o come volete chiamarla voi) tramite dei semplicissimi esercizi di Ki Aikido. Mi disse che dovevo fare il maestro. Ora, essendo molto realista, vedendo le mie competenze molto limitate, ci feci una bella rista sopra, però i complimenti sono delle cose incredibili, e ho finito per crederci....

In questa lettera, sempre con i piedi per terra e sapendo che non sò nulla e non sono nessuno, mi sono trasformato nel dottor De Saccentis, ovvero colui che pretende di sapere tutto. Questa è la lettera e buona lettura ;)

Ascoltatevi questa musica però!!!! Clikka sulla chicciolina col tasto destro, e clikka su "apri in un 'altra scheda" @


A Peacherine Rag’' s Day



BUONGIORNO!!!


Questa lettera è dedicata in particolar modo ai liceali di 5° che ci lasceranno.


Oggi il vostro autista preferito (macché preferito, direte voi, c’è sempre lui!) si mette il camice del dottor De Saccentis per assecondare la sua tendenza naturale e vi scrive questo “straccio”, o RAG, di cose, come non sapesse che vi siete stufati di leggere e studiare e andare a scuola. Vorrei ricordarvi come il sottoscritto “leggendo” in una finestra di una Chat ha capito che gli piaceva la persona dall' altra parte, persona che poi sarebbe diventata sua moglie. Dunque leggete e zitti, e ricordatevi che io son già sposato eh!! (ROTFL*)


Peacherine Rag è una composizione vecchissima, risale al 1901, ed è di Scott Joplin, un carissimo signore che con le sue composizioni per pianoforte è diventato una pietra miliare di un genere chiamato RAGTIME. Questa Peacherine Rag (arrangiata in questo caso da Morricone per “La Leggenda del Pianista sull’ Oceano) è la musica che vi propino da qualche giorno quando scendete al Liceo, e sò benissimo l' effetto e i commenti che si sono susseguiti lol....proprio quello che volevo.


E chissà se quella signora che vi dirò ora voleva o no provocare un effetto su di me, ma tant'è, il suo gesto mi sconvolse per diversi giorni, complice anche il periodo mistico che attraversavo. Era la primavera del 1995 ed ero su un bus sgangherato che dalla città di Oaxaca, in Mexico, mi stava portando in un minuscolo paesino di montagna dove c'erano degli artigiani che creavano bellissimi tessuti. Il bus era mezzo vuoto e a una fermata caricò una signora, Nativa americana , come tutte le altre persone d' altronde; questa cominciò a salutare in modo inconsueto per me, con un piccolo inchino e porgendo il pugno della mano destra. Il saluto era ricambiato in contemporanea, cosicché i due pugni si trovavano vicini, "vis a vis" dalla parte delle dite e non frontali. Salutò tutti senza dire una parola, e venne da me che ero in fondo al bus e distante dagli altri e mi salutò e io ricambiai come avevo visto. Non vi dico le emozioni che mi pervadevano, avevo anche i lacrimoni, e in testa c'era un frullio di pensieri. La spontaneità, la sincerità del suo gesto mi avevano cambiato per sempre (che voi ci crediate o no).


Pensate alla prima o seconda volta che avete ascoltato questa canzone, siete scesi dal bus col sorriso sulle labbra, vero? Ditemi, pensateci bene, la prima persona che avete incontrato, che vi ha visto sorridenti, come ha reagito, vi ha salutato un con contadinesco "hoooo" oppure a sorriso a sua volta? Magari vi ha anche augurato il buongiorno.

Si, basta poco, un buongiorno, un sorriso e tutto cambia, anche la giornata di mxxxx che pensavate si profilasse davanti a voi.


Dunque, vi auguro, all' alba della vostra vita da adulti, un buongiorno, e fate che sia sempre un Peacherine Rag's Day, un giorno, una vita con il sorriso.


Roberto S/DR De Saccentis

WOW: Server Runetotem/Draenlee hunter lvl 60

* Rolling on the floor laughing/Rotolarsi a terra dalle risate

martedì 9 settembre 2008

La legge di Attrazione 1

Per far capire ad altri come avvenivano gli eventi fortunati che mi capitavano, in passato lo spiegavo in modo semplicissimo: "il prinicipio è lo stesso dell' innamoramento o della depressione, in tutti e due i casi ti focalizzi su qualcosa, ora dopo ora, giorno dopo giorno, diventa un pensiero morboso (la donna dei tuoi sogni oppure la tragedia vissuta) arrivi anche a visualizzare i tuoi pensieri in modo troppo vivido, non riesci a non pensarci e un giorno ti ritrovi con una bella depressione oppure con un batticuore appena vedi qualcuno che assomiglia alla tua amata. In pratica avete attratto, con il procedimento spiegato sopra, la cosa a cui pensavate.
Il termine "Legge di Attrazione" l' ho trovato su un libro chiamato "The Secret" http://www.thesecretitalia.it/ . Essendo un libro di un' Australiana ma scritto negli USA è simile a un' Americanata, con tutta la scarrellata di dottori e scienziati che ti dicono come funziona il tutto.
Invece vi ho trovato molte cose interessenti, e come al solito lascerò a voi il compito di scoprirle, se sarete pronti per questo. Io vi descriverò un episodio, che grazie all' aiuto di questo libro, mi ha ancora confermato che la legge di attrazione funziona.

Come sapete io guido il Bus (per ora) e qualche settimana fà c'era uno schienale della poltrona passeggeri proprio dietro di me che una signora Russa, mettendosi a sedere, aveva rotto. "Ohhh, questo schienale è rotto!" aveva detto innocentemente dopo il track! che adagiandosi aveva causato e mi aveva quasi impaurito, io ero li davanti lol.
Non volevo andare dal meccanico e pur avendo avvertito non volevo andare a fare 3 ore di straordinario non pagato. Passa un giorno, due e poi anche cinque è devo prendere la decisone definitiva. Dal meccanico non ci vado. Decido che la mattina dopo accomoderò in qualche modo il sedile e lo farò in quella mezz' ora di viaggio che passa prima della inizio del turno di lavoro. La sera metto nella borsa una pinza deciso a trovare un pezzo di ferro ADATTO per il sedile. Mattina. Parto e comincio a guardare di quà e di là. E' una parola, ma dove lo trovo un pezzo di ferro?? Ma che mi son messo in testa? Roberto non deprimerti, lo trovi. Continua il viaggio, niente. Cantiere edile...no, son troppo grossi i ferri. Paesino....niente. Di nuvo campagna, 15 min rimasti. Mi viene in mente i caprioli che qualche giorno prima mi avevano attraversato la strada, finalemente lascio per un pò perdere il pensiero di questo benedetto ferro e di un tratto tadà!!!! Sulla strada ci sono dei colonnini in cemento che venivano usati per le vigne. erano rotti e ovviamnente c' era l' armatura visibile, fatta di fil di ferro massicio, adattissimo. Scendo con le pinzette in mano, rompo un bel pezzo lungo, anche per altre rotture di altri sedili, non si sa mai. Accomodo in tempo di record il sedile. Fatto. Easy.

Dovevo postare altre cose ma ho postato questo. Ho un motto, che comunque non è così parte della mia personalità non voglio giustificare tutte le miee azione con questa frase. Il fatto è che mi adeguo alle situazioni e ora era venuto il momento di questo post. Il motto è questo:

"L' incoerenza è una prerogativa dei geni".

Roberto

lunedì 8 settembre 2008

Prossimi Temi

Ciao,

in questo fine settimana mi sono venute a mente un pò di cose e per non scordarmele le scrivo qui.

I prossimi post saranno questi:


"I don't know, i cannot do"

"Ricordi su Castaneda"

"Lettera ai ragazzi di V"

Saluti,

Roberto

martedì 2 settembre 2008

L' uovo di Colombo

E' giovedi o venerdi, non ricordo. Ultimi giorni di agosto comunque. Sono tutto contento, più del solito, il portatile è stato accomodato e appena posso mi metterò all' opera. Ho aperto un negozio su Ebay e non ho potuto lavorarci come volevo, anche se il risvolto positivo è stata la creazione di questo blog, e devo dire, è una soddisfazione immensa fare qualcosa che ti piace. Se poi può essere utile agli altri, allora sono soddisfatissimo.

Pochi minuti dopo l'accensione si spenge....boh. (dentro di me qualcosa impreca, è il mio sesto senso lol). La mattinata passa senza ulteriori problemi.

Pomeriggio, sempre lo stesso giorno. Il pc si spenge una volta, un' altra volta và in standby, alla fine non parte neanche il bios. Il computer ha il solito problema di quando l' ho portato in assistenza un mese prima.

Sabato 30. Ritorno al negozio, lascio il portatile con un sorriso, non hanno mai visto forse uno meno arrabbiato di me in questa situazione e parlando con uno dei ragazzi ho capito che i prezzi in generale dei laptop sono diminuiti. Interessante. Quanto posso realizzare dal mio se lo vendo? 300/350.

2 conti, un pausa domenicale di riflessione.

Lunedì mattina sono il secondo cliente a entrare in negozio, che fortuna che sono aperti anche il lunedì questi qui di CD. Esco dopo un' oretta con un nuovo portatile. Emozionalmente eccellente scelta. Finanziaramente scelta criticabile.

Che c'entra l' uovo di Colombo con tutto questo, uno legittimamente se lo può chiedere. Forse ci incastrava di più "il dado è tratto" ma mi piace lo splash dell' uovo, più visivo.

E' come uno può prendere le decisioni. Vuole una cosa, gli serve, subito. Ci pensa una volta, fà il check up di tutto (i pro e i contro). E' la cosa più importante, guardate obiettivamente la situazione, ricordate, i PRO e i CONTRO. Uno si può fare benissimo un' elenco scritto e vede (mi ricorda Castaneda questo Vede) se la cosa è fattibile.

Poi, l' ultima mossa è l' azione. Non cercare di far stare l' uovo in piedi, lasciati tutto dietro, inutile stare a perder tempo, SPLASH!!! Ecco fatto. Irremedialmente hai rotto l' uovo e non si torna indietro. Quella decisione sarà una giusta decisione.

Roberto

giovedì 28 agosto 2008

Semplicemente un copio-incollo

Un vecchio uomo medicina indiano, della tribù Ojibawa, si offri di curare nel 1902 una donna inglese colpita da cancro al seno, immigrata in Ontario con il marito minatore. Il rimedio del vecchio indiano era "eredità dei grandi padri, una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia con il grande spirito". Venti anni dopo la stessa donna inglese ricordò a Rene Caisse, capo infermiera al Sister Providence Hospital di Haileybury, Ontario, la storia della sua guarigione e del rimedio dell'indiano. Rene Caisse s'interessò subito alla ricetta e la sperimentò sulla sua zia prediletta, Mireza, cui era stato diagnosticato un cancro in fase avanzata allo stomaco e al fegato. Dopo due mesi di cure giornaliere con il decotto la zia stava meglio, molto meglio. Visse per altri vent'anni.

La Caisse, insieme al medico di Mireza, dottor Fischer, rimase molto colpita. Entrambi decisero di sperimentare l'infuso d'erbe su altri pazienti ai quali era stato diagnosticato un cancro in fase terminale. Curati con l'infuso, questi ultimi mostrarono un netto miglioramento. La voce si sparse.

A seguito della guarigione di un importante paziente affetto da cancro dell'intestino in fase terminale, il Comune di Bracebridge nel 1934 le mise a disposizione gratuitamente dei locali per aprire una clinica (dove lei avrebbe per decenni curato gratuitamente pazienti di cancro).

Un tipico esempio delle guarigioni avvenute quando Rene Caisse curava i pazienti nella sua clinica è quello di Nellie McVittie, che nel 1935 dovette essere trasportata alla "Clinica Caisse". Diagnosi: cancro dell'utero e della cervice. Pesava solo trentanove chili e aveva una brutta emorragia. Nellie, che era ancora viva ed in buona salute nel 1977, raccontò in quell'anno al periodico canadese Homemaker's come la terapia con il decotto d'erbe della Caisse l'aveva salvata.

May Henderson fu inviata dal suo medico, il dottor J.A. McInnis, presso la clinica della Caisse, perché ormai in fin di vita: "Avevo la carnagione smorta, i capelli deboli e privi di vita e gli occhi, che di solito sono azzurri, erano diventati grigi e inespressivi. Mi venne un'emorragia così forte che pensai di morire, e non riuscivo assolutamente a stare in piedi". Così racconta la sua guarigione: 1n un primo tempo, le masse sembravano indurirsi, ma in seguito ci fu una svolta decisiva e scaricai grandi quantità di materiale carnoso".

Medici provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti (fra i quali molti scettici) si presentarono in clinica per osservare la terapia, parlare con i pazienti, esaminare i dati e verificare di persona cosa stava accadendo a Bracebridge. Il dottor Benjamin Leslie Guyatt, membro del consiglio d'amministrazione dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Toronto, fu un visitatore assiduo. Ecco cosa scrisse sulla clinica: in molti casi, con il procedere della cura i lineamenti contratti tornavano normali e il dolore si attenuava.

Il sollievo dal dolore è un aspetto rilevante, poiché in queste patologie il dolore è difficile da controllare. Esaminando alcuni casi, scoprii che l'emorragia veniva tenuta rapidamente sotto controllo in situazioni particolarmente difficili; lesioni aperte alle labbra e alle mammelle rispondevano bene alla cura, il cancro della cervice, del retto e della vescica scompariva e pazienti con cancro allo stomaco diagnosticato da rispettabili medici e chirurghi ritornavano alla normale attività. Sono stato testimone di una terapia che porta alla guarigione distruggendo i tessuti tumorali e ristabilendo le normali funzioni fisiologiche".

Tra i dottori che esaminarono con cura il lavoro della Caisse, ci fu il dottor Richard Leonard, medico legale di Rochester, New York. Era un oncologo che aveva scritto numerosi libri sul cancro e aveva viaggiato a lungo per osservare le procedure chirurgiche avanzate. Così lo ricorda la Caisse: "Era un tipo schietto, molto scettico e senza peli sulla lingua. Disse che non credeva che la mia fosse una sostanza anticancro, ma. dopo aver iniziato a parlare con i pazienti, disse che stavo facendo del bene e che infondevo loro speranza. Trascorse il tempo parlando con medici e pazienti".

Poco prima di andarsene, si sedette davanti alla Caisse e le disse:
- Perdio, lei ce l'ha fatta! Però la medicina ufficiale non le permetterà di giocarmi questo tiro. Io ho passato sette anni alla facoltà di medicina e ho scritto dei libri.

La dottoressa Emma Carson arrivò dalla California. Inizialmente aveva deciso di fermarsi alla clinica Caisse un giorno solo. Parti dopo ventiquattro giorni: "La grande maggioranza di coloro che si recavano da Rene erano pazienti sui quali chirurgia, radioterapia, ecc., si erano inutili e quindi si definivano incurabili. I progressi che si potevano registrare, i risultati effettivi ottenuti dal decotto d'erbe e la rapidità di guarigione erano assolutamente sorprendenti e probabilmente non Vera motivo per dubitare. li mio scetticismo però non scomparve, né tanto meno risultò smorzato dalle speranze e dalla fede così animatamente espresse dai pazienti e dai loro amici. Quando ebbi controllato, confrontato e riassunto dati, casi, cartelle cliniche, ecc. sentii che lo scetticismo mi aveva abbandonato. Esaminai i risultati ottenuti su quattrocento pazienti".
Nel 1925 il dottor LA. McInnis aveva curato con il decotto d'erbe della Caisse una donna diabetica per un cancro avanzato all'intestino. Sconfitto il cancro, anche il diabete era scomparso! Nel 1936 il dottor Banting, uno dei partecipanti alla scoperta dell'insulina, affermò che il decotto aveva il potere di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni. curando così i malati di diabete.

Il Ministero della Sanità canadese fu ostile alla Caisse e al suo decotto sin dall'inizio, quando mandò suoi emissari per arrestarla e quando nel 1939 ordinò che la clinica di Bracebridile fosse chiusa perché la Caisse si rifiutava di rivelare la formula del decotto d'erbe. La Caisse temeva speculazioni e la sua priorità fu sempre di poter curare anche i più poveri. Per questo rifiutò persino l'offerta di un milione di dollari (nel 1937!) da parte di una ditta farmaceutica americana. Però, nel 1939, sembrò che la storia del decotto dovesse estinguersi ancora una volta. La Caisse tenne la clinica aperta in una situazione di semi-clandestinità per 3 anni ma, sull'orlo di una crisi di nervi, si arrese nel 1942.

Fu invece nel 1959, all'età di settanta anni, che la Caisse diede inaspettatamente inizio alla fase più importante per questo rimedio d'erbe, che portò poi al Flor Essence.

Accettò di recarsi presso i laboratori del dottor Brusch (che abbiamo visto all'inizio intervistato alla radio) per la sperimentazione del rimedio presso uno dei più prestigiosi centri di ricerca statunitensi.

La prima paziente fu una donna di quarant'anni, Lena Burcell. I raggi X avevano evidenziato in lei un cancro polmonare in fase terminale. Dopo una prima cura con il decotto d'erbe, la respirazione cominciò a migliorare. I forti dolori che provava alle articolazioni diminuirono. Visse altri tre mesi. John Cronin, cancro avanzato al polmone destro diagnosticato mediante biopsia: gli furono necessari sette trattamenti settimanali con il decotto d'erbe perché il dolore al torace e la difficoltà di respirazione scomparissero. Poi Cronin fu in grado di salire senza sforzo varie rampe di scale e infine di riprendere l'hobby del nuoto. Russel MeCassey, che soffriva di un basalioma della guancia destra, diagnosticato tramite biopsia, fu sottoposto a quattro trattamenti con il decotto d'erbe. La lesione cambiò colore, da rossa divenne rosa pallido e si ridusse notevolmente. Il principale cratere ulceroso formato dal cancro stava scomparendo. Cinque settimane dopo, la lesione era completamente guarita. Rimase solo una piccola cicatrice dovuta alla biopsia. Wilbur Dymond, 58 anni, soffriva di cancro della prostata. Dopo appena due mesi di cure la massa dura scomparve eccetto in un piccolo nodulo. Il paziente riferì di non sentire più l'atroce dolore quando urinava.

Dopo tre mesi dall'inizio della sperimentazione, il dottor Brusch e il direttore delle ricerche del Brusch Medical Center, dottor McClure, erano rimasti profondamente colpiti. Nella loro prima relazione sul decotto della Caisse essi scrissero: "Clinicamente, su pazienti affetti da cancro, la terapia con il decotto allevia il dolore e provoca una riduzione della crescita della massa tumorale; i pazienti aumentano di peso e mostrano un miglioramento delle condizioni generali di salute. Tutto questo, dopo tre soli mesi di osservazione. E dopo le prove raccolte sui pazienti curati dalla Caisse venticinque anni prima, i medici del Brusch Medical Center ritengono che il rimedio di erbe è realmente efficace nella cura del cancro. I medici per ora non affermano che il decotto d'erbe di Rene Caisse sia una cura, ma riconoscono che non è tossico e da esso si può trarre vantaggio".

Il dottor Brusch, vinte le resistenze della Caisse, sperimentò il rimedio d'erbe anche su topi, non tanto per verificarne l'efficacia (ne aveva avuto già prove convincenti), quanto piuttosto al fine di perfezionare la formula aggiungendo, se necessario, nuove erbe, nella speranza di ottenere risultati ottimali. Attraverso delle intense sperimentazioni, sfociate con studi su esseri umani, i ricercatori scoprirono che, aggiungendo alla formula originale più erbe (dette "potenziatici"), la miscela diventava anche più efficace.

Nel 1984 il dottor Brusch volle dare fiducia al decotto d'erbe curando il proprio cancro esclusivamente con tale rimedio. Nel 1990 Brusch avrebbe scritto: "Ancora oggi sostengo questa terapia, che ha curato con efficacia il cancro che mi aveva originariamente colpito al colon. Nell'agosto 1989 non fu trovato più alcun segno di patologia neoplastica.

Ho assunto il rimedio d'erbe tutti i giorni a partire dal giorno della diagnosi e recenti referti medici confermano che godo di buona salute".
Dopo non molto tempo dall'inizio della sperimentazione i laboratori che fornivano i roditori per i test (Memorial Sloan-Kettering Institute) sospesero improvvisamente le consegne.
Qualcosa era accaduto. L'Ordine dei Medici Americani chiari al dottor Brusch che proibiva ai suoi iscritti di parlare ai pazienti di farmaci anticancro non riconosciuti. Invece di iniziare una nuova battaglia, la Caisse decise di tornare a casa. Riteneva di aver portato a termine ciò che si era proposta di fare: sperimentare il rimedio d'erbe alle condizioni che aveva sempre desiderato, ad opera di uno dei più prestigiosi luminari degli Stati Uniti. Aveva stima e fiducia in lui e sapeva che, non appena lo avesse ritenuto possibile, il dottor Brusch avrebbe cercato di introdurlo sul mercato a disposizione di tutti.

La terza ed ultima fase della vicenda Caisse portò, in effetti, al Flor Essence. Il dottor Brusch si decise a rinunciare all'idea di convincere l'establisliment medico a legittimare il decotto della Caisse. Non aveva funzionato fino ad allora e non avrebbe funzionato mai. La natura stessa della terapia, un innocuo infuso d'erbe, contrastava con il pensiero ortodosso: cioè con la convinzione che il corpo malato debba subire un intervento radicale sotto forma di veleno, di radiazioni e di chirurgia per ridurre o sconfiggere il male. Perché combattere una guerra che non può essere vinta? Perché non portare semplicemente il decotto della Caisse fuori dall'arena della medicina ufficiale? Come? Semplicemente vendendolo nei negozi di alimenti naturali per quello che effettivamente è, cioè un innocuo infuso d'erbe disintossicante, senza menzionare il suo potere anticancro. Il vecchio indiano non aveva chiamato il suo farmaco "bevanda benedetta che purifica il corpo"? Il dottor Brusch non aveva parlato delle straordinarie proprietà disintossicanti del decotto di Rene Caisse? I tè alle erbe non costituivano un pericolo per il mondo della medicina. Flor Essence, anche se ridotta ad una anonima miscela di erbe disintossicante, sarebbe rinata grazie ai risultati che poteva ottenere.

L'azione disintossicante rafforza gli emuntori e soprattutto il sistema immunitario, il che in parte è il motivo per il quale si ritiene che il decotto sia così efficace non solo nel controllo del cancro, ma contro un gran numero di altre malattie tra le quali: ipoglicemia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, artrite, sindrome da stanchezza cronica, ulcera, problemi di tiroide, emorroidi, prostata e problemi urinari, circolazione, diabete, patologie neoplastiche, disturbi del sonno, verruche, psoriasi, impotenza, morbo di Alzheimer, asma oltre a varie allergie.

Flor Essence è un infuso d'erbe che può essere assunto per la cura di qualunque malattia in virtù delle sue naturali proprietà disintossicanti che potenziano le capacità di guarigione del corpo stesso.

Verso la fine del 1992 la produzione delle erbe del decotto fu affidata a Flora, un'azienda già leader in prodotti naturali disintossicanti, che si innamorò del decotto della Caisse e che avrebbe raccolto e coltivato le erbe proprio come lei aveva fatto fino ad allora.

Finalmente il pubblico poteva ottenere il decotto anticancro degli indiani Ojibawa e ottenerlo subito, proprio come Rene Caisse aveva sempre desiderato accadesse.




E per chi ha letto tutto anche il link dove si può comprare il prodotto originale.

http://www.essiac-resperin.com/

Un' abbraccio forte,

Roberto